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Uniteam, la gamma Biesse dedicata all’Housing

Una eccellenza del territorio, al punto da attirare l’attenzione di un colosso come Biesse Group, nel quale ha portato tutta la propria esperienza nei centri di lavoro specifici per i comparti dell’edilizia in legno e della lavorazione dei materiali compositi.

“Certo che esiste un senso di appartenenza al territorio, che viviamo ogni giorno, per quanto oggi Uniteam sia un’azienda che segue una filosofia e una metodologia diverse se confrontate con l’azienda artigianale che eravamo un tempo. Una differenza che si percepisce nei prodotti e nelle dinamiche con cui facciamo ogni cosa”. Non ha dubbi Silvano Maddalon, Sales Director Uniteam, unità produttiva che ha sede a Thiene, quando gli chiediamo cosa significa per una azienda veneta far parte di un gruppo.

“Essere parte di un grande gruppo come Biesse ci ha permesso di esprimerci in modo diverso, più industriale. Ci siamo dati nuove regole, investiamo in specifici segmenti di mercato, portiamo avanti logiche di sviluppo del prodotto e dell’impresa diverse, da “gruppo”, senza distrarci su progetti che in un’ottica industriale sono solo – appunto – delle distrazioni. Detto questo noi siamo veneti e continueremo a esserlo, manteniamo intatto quell’entusiasmo, quella energia, quella passione per un certo modo di lavorare che da sempre sono un tratto distintivo della nostra terra.

Sono convinto che Biesse per noi sia un enorme valore aggiunto, ma a livello di mentalità, di approccio al modo di vivere il lavoro siamo sempre stati sulla stessa lunghezza d’onda: proattivi, dinamici, molto attenti alla gestione dei rapporti con i mercati, ai prodotti, all’organizzazione. Una affinità che ha portato anche a grandi sinergie nelle filiali, permettendoci di entrare in mercati per noi oggi importantissimi e che in passato non eravamo neanche riusciti ad avvicinare, perché avevamo bisogno di un biglietto da visita “pesante” e, che ci desse maggiore credibilità al di là della validità delle nostre macchine.

Uniteam ha sempre esportato il 70, 80 per cento della propria produzione: con Biesse abbiamo potuto guardare più lontano e solo così è possibile costruire la crescita, guardando al mondo. Ecco come si è evoluto il nostro dna di azienda del Triveneto, con radici salde nell’energia e nella disponibilità di sempre e che ora ha la possibilità di organizzarsi ancora meglio, in un’ottica “one company” che è l’obiettivo che condividiamo con tutte le altre realtà produttive di Biesse”.

Più legno o più compositi?

“A oggi direi che il 65 per cento del nostro prodotto è per l’edilizia in legno. Registriamo una buona crescita, a livello di gruppo, anche nelle lavorazioni dei materiali plastici, dalla foratura alla sezionatura oltre ovviamente ai centri di lavoro Biesse. Abbiamo avviato una collaborazione con Fraccaro, produttore di presse pneumatiche, nel mondo della termoformatura, per quanto sia indubbiamente la costruzione in legno a offrire un contesto molto stimolante: è un settore che negli ultimi anni è esploso e continua a crescere anche nella difficile stagione che stiamo tutti attraversando. Siamo conosciuti per le nostre capacità nel lavorare travi lamellari e pannelli “Clt” (cross laminated timber, ndr.”), una tipologia costruttiva che ha di fatto aperto le porte dell’edilizia in legno a molte imprese, grazie anche alla ottima accoglienza degli studi di progettazione che hanno presto capito quali sono i vantaggi di questo modo di costruire con il legno.

Stiamo lavorando anche sul fronte del “timber frame”, della costruzione a telaio, con una macchina a cinque assi con la quale diventa più veloce e vantaggioso produrre gli elementi necessari per i telai. Conosciamo molto bene anche questo modo di costruire, che ha importanti vantaggi ma anche limiti significativi, fra cui il non poter andare oltre a un certo numero di piani. Tecniche molto diffuse nel nord Europa, in Australia e Nuova Zelanda, negli Stati Uniti, ma che in termini di crescita non possono competere con il “Clt”, il mercato che non ha sofferto nemmeno di questi mesi di pandemia, continuando a crescere: si è lavorato molto in Francia, Germania, in Norvegia, negli Stati Uniti. Siamo diventati bravissimi a usare gli strumenti digitali per organizzare demo, spiegare le nostre soluzioni, presentare le nostre specificità… un modo di lavorare che sarà prezioso anche in futuro, quando tutto questo sarà solo un brutto, terribile ricordo!”.

A proposito di Stati Uniti: siete stati scelti da un gigante della costruzione come Katerra…

“È vero. Katerra è una realtà enorme, nata da grandi capitali per essere leader nel mondo della costruzione in legno e non solo. Siamo entrati in contatto, abbiamo studiato le loro necessità e assistito alla rapida crescita di un autentico colosso che nel giro di qualche anno è diventato uno dei più importanti produttori americani di mobili e di case. Come Biesse Group siamo fornitori su entrambi i fronti, per la produzione di mobili e per la lavorazione del “Clt”. Abbiamo fornito loro due centri di lavoro “Uniteam Clt 400” per il nuovo impianto di Spokane, nello stato di Washington, una unità produttiva assolutamente incredibile per dimensioni, organizzazione, volumi di produzione. Vi abbiamo installato, come le dicevo, due macchine pressoché identiche: una bellissima esperienza e un ottimo biglietto da visita per essere ancora più forti in un mercato fondamentale come gli Stati Uniti. E non solo: oggi il legno è sempre più “coinvolto” nelle costruzioni multipiano e c’è dunque la necessità di poter disporre di travi e colonne in legno sempre più grandi, che arrivino a sostituire il calcestruzzo. Molte realtà, fra cui Katerra, si stanno muovendo in questa direzione e per noi, specialisti delle travi di grandi dimensioni, si spalancano nuove opportunità: non è un caso che negli ultimi tempi in Canada e Stati Uniti abbiamo lavorato molto bene…”

Leggi l'intervista completa su Xylon.it

A cura di Luca Rossetti.

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