The Sydney String Centre

Suono e tecnologia: accordo perfetto.

Uno degli strumenti musicali più apprezzati al mondo, il violino, simbolo di cura e manualità artigianale, trova l’evoluzione vincente all’insegna della massima qualità, il cavallo di battaglia di un’azienda australiana dall’ispirazione italiana.

Cliente: THE SYDNEY STRING CENTRE
CIUDAD: SYDNEY
País: Australia
Prodotto: ROVER A,

The Sydney String Centre: Foto 1

Il passaggio alla manifattura non sarebbe stato possibile senza i ragguardevoli talenti unici della famiglia Glanville e di Biesse, che si inserisce nel quadro come partner tecnologico con un notevole coinvolgimento. Come conferma Max, «Noi produciamo bassi volumi di strumenti di alta qualità, ma con Biesse abbiamo visto l'opportunità di riportare parte della nostra produzione estera in Australia. Abbiamo scelto Biesse perché avevamo sentito solo commenti positivi, riguardanti non solo il prodotto ma anche il software. Essendo un designer industriale, sono entusiasta delle possibilità offerte da un buon software. Ora possiamo controllare l'intera produzione per creare un oggetto di qualità superiore».

Quando la famiglia Glanville, un anno fa, aveva iniziato la ricerca di un fornitore che potesse fornire i macchinari, essa era dettata da una domanda: come avrebbero potuto fabbricare un prodotto di qualità in Australia, dove i costi del lavoro sono così elevati? La risposta risiedette nella visita dello stabilimento di Pesaro per un test in vista della collaborazione. Diversi pezzi vennero lavorati su controsagome fatte su misura e Biesse si impegnò al massimo per accertarsi che qualsiasi preoccupazione espressa da Max svanisse. «Mentre ci trovavamo lì, Biesse mise a nostra disposizione tutto il personale tecnico di alto livello che ci serviva per ottenere il risultato che stavamo cercando, superando le nostre più alte aspettative».

Vincitore del premio di giovane designer australiano dell'anno, Max è stato in grado di esplorare appieno le possibilità offerte dal software bSolid e utilizzare la Rover A a 5 assi al massimo delle sue potenzialità. Max è rimasto colpito dall'eccezionale capacità del software di visualizzare le parti complesse come le parti sagomate anteriore e posteriore, il manico e il riccio armoniosamente intagliato. La capacità di simulare in tempo reale e in uno spazio reale la produzione di ogni pezzo era una soluzione fantastica. «Essendo un industrial designer, il software bSolid mi consente di spingere più in là i confini di un mestiere pluricentenario». Questo era l'ultimo elemento che mancava a David e Carmel per fare un investimento così importante.

Max paragona uno strumento a corde a un'auto di lusso o a un orologio pregiato i cui componenti sono prodotti a macchina ma assemblati a mano. «Ci serviva una macchina che potesse non solo produrre le parti complesse per garantire la precisione che stavamo cercando, ma che potesse anche utilizzare strumenti di diametro ridotto per lavorare il pezzo nella massima misura possibile, soprattutto il riccio. Un violino è un'opera d'arte e noi crediamo di poter produrre arte su scala industriale, che l'artigianato possa essere prodotto a macchina. Parte del trasferimento artistico sta nella capacità di Biesse di produrre componenti fino a tolleranze che sarebbero normalmente raggiungibili solo a mano. Si può produrre praticamente tutto su una macchina, ma ciò che trovo più entusiasmante è quello che possiamo esplorare con la nostra Rover A» afferma Max.

«Per noi la qualità è morto importante: vorremmo essere ricordati come i moderni innovatori della manifattura di violini nel mondo. Abbiamo bisogno di flessibilità produttiva per poter apportare cambiamenti e per poter offrire ai nostri clienti un servizio tempestivo: dobbiamo essere in grado di produrre piccoli volumi a buoni prezzi. La Rover A ci garantirà tale flessibilità e un vantaggio competitivo» osserva Max.

Il primo violino a quattro corde è attribuito ad Andrea Amati, che fu apprendista di alcuni dei grandi liutai della storia. Sembra naturale che la sua città di provenienza, Cremona, si trovi a soli 300 chilometri da Pesaro, la città di Biesse. Ed è anche naturale che sia Biesse a portare avanti la tradizione del mestiere praticato da questi grandi maestri nel mondo moderno. Su questo Doug e Max sono d'accordo: «I nostri strumenti si basano sui progetti italiani classici e ora la tecnologia italiana ci permetterà di esplorare nuovi confini qui in Australia». L'arte incontra la tecnologia in una forma accessibile a tutti: ecco il vero “accordo perfetto”.

Il software bSolid mi consente di spingere più in là i confini di un mestiere pluricentenario.
Max Glanville Contitolare
Max Glanville
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